Breve storia dell’asino Hermann

Io sono l’asino Hermann, equino per la pace. Caricato di armi e munizioni nelle impervie contrade di guerra afghane, scaricato in un mercato per pochi soldi quando mi sono rifiutato di contribuire, mio malgrado, alle cattiverie bestiali degli uomini. Prima ero un eroe, mi fotografavano, scrivevano di me, esaltavano le mie qualità guerriere. Ero circondato da giovani soldati muscolosi che mi riempivano di carezze e complimenti. E mi mostravano orgogliosi agli occhi del mondo. Li amavo. Mi amavano. Un giorno, non appena hanno capito che non ce l’avrei più fatta e ho puntato gli zoccoli, sono diventati cattivi come solo gli umani sanno essere, in questo pianeta devastato dalle loro brame malsane. Sono stato schernito, deriso, umiliato. Non credevo sarebbe finita così. Eppure è incredibilmente successo. Ho sofferto molto all’inizio, quando mi hanno addestrato, impacchettato e spedito al fronte su macchine d’acciaio volanti. Ho sofferto durante le missioni, perchè l’odore del sangue fresco di uomini e bestie mi faceva tremare e scalciare, nervoso e impaurito. Ma gli uomini erano con me. Ho sofferto alla fine, il giorno in cui ho detto basta a questo indegno servizio. E loro non sono stati più con me. Per sempre. Oggi, caricato di poveri oggetti da mani consumate dal lavoro, vivo in povertà e pace, rendendo il mio servizio a un brav’uomo che mi ha comprato pochi giorni fa. Ho imparato, però, che non tutti gli esseri umani sono malvagi. Nonostante tutto. E mi fanno un’enorme pena le moltitudini di uomini che, accecati dall’odio e dalla volontà di dominio, non sapranno mai provare quel sentimento di pietà che adesso provo per loro.

Torto

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