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Come il sasso dalla fionda

Sanguina il cuore del guerriero, di compassione e solidarietà, non di odio. Bruciano le sue membra, incendiate dall’arroganza del più forte, lenite dalla carezza dei deboli, la sua gente. Brilla di disperazione la luce nei suoi occhi: lanciato a tutta velocità come il sasso dalla fionda, colpisce dove può, con tutta la forza che gli resta. Le sue parole trafiggono la carne: combatte con ogni mezzo, non necessariamente violento. Per il pane e la dignità. Parole e pensieri, azioni e desideri, corse e ritirate, difese e attacchi: tra la penna e l’assalto, né causa né effetto. Lui è lì, nudo nei pensieri, libero da catene, ricoperto da torti mai restituiti. Armato di sogni, rabbia e amore. Guerriero, sublavoratore disprezzato, ventenne o quarantenne, estromesso dal suo futuro, derubato di ogni speranza, tradito dal suo paese, offeso nelle esigenze primarie negate. E’ investimento sprecato, esubero biologico, cittadino sgradito, creatività ingombrante. E’, ma non dovrebbe esserci. Eppure guardatelo, mille volti e uno, oltre il genere e l’età, senza bandiera di un colore solo, in controtempo e fuori luogo, fuori tempo massimo. Senza futuro. E quando lo vedete passare, provato e fiero, portate rispetto: è la nuova umanità che vi cammina davanti, in un tempo che non è più il vostro.    Torto

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torto45

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